domenica delle palme

AFORISMI DEL SIGNORE

domenica 19 novembre 2017

"SEI STATO FEDELE NEL POCO,PRENDI PARTE ALLA GIOIA DEL TUO PADRONE" XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno A LETTURE: Pr 31,10-13.19-20.30-31; Sal 127; 1 Ts 5,1-6; Mt 25,14-30

Liturgia della Parola


Domenica


19 NOVEMBRE 2017






XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIOAnno A


  
LETTURE: 

 Pr 31,10-13.19-20.30-31Sal 127; 1 Ts 5,1-6; Mt 25,14-30

Antifona d'ingresso   (Ger 29,11.12.14)
Dice il Signore:
«Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi».





COLLETTA
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere felicità piena e duratura. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.






LITURGIA DELLA PAROLA




 
 


PRIMA LETTURA

Pr 31,10-13.19-20.30-31
La donna perfetta lavora volentieri con le sue mani.

Dal libro dei Proverbi


Una donna forte chi potrà trovarla?
Ben superiore alle perle è il suo valore.
In lei confida il cuore del marito
e non verrà a mancargli il profitto.
Gli dà felicità e non dispiacere
per tutti i giorni della sua vita.
Si procura lana e lino
e li lavora volentieri con le mani.
Stende la sua mano alla conocchia
e le sue dita tengono il fuso.
Apre le sue palme al misero,
stende la mano al povero.
Illusorio è il fascino e fugace la bellezza,
ma la donna che teme Dio è da lodare.
Siatele riconoscenti per il frutto delle sue mani
e le sue opere la lodino alle porte della città.


  C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.


SALMO RESPONSORIALE


Dal Salmo 127


Beato chi teme il Signore.
Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.

La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.

Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!



SECONDA LETTURA   1 Ts 5,1-6
Non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési 

Riguardo ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte. E quando la gente dirà: «C’è pace e sicurezza!», allora d’improvviso la rovina li colpirà, come le doglie una donna incinta; e non potranno sfuggire.
Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro. Infatti siete tutti figli della luce e figli del giorno; noi non apparteniamo alla notte, né alle tenebre.
Non dormiamo dunque come gli altri, ma vigiliamo e siamo sobri.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.  



ACCLAMAZIONE AL VANGELO
Gv 15,4.5

Alleluia, alleluia.
Rimanete in me e io in voi, dice il Signore,
chi rimane in me porta molto frutto.

Alleluia. 





PROCLAMAZIONE DEL VANGELO






 VANGELO 




Mt 25,14-30 (Forma breve Mt 25,14-15.19-21)
Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo padrone.

Dal vangelo secondo Matteo


[ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: 
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. ]
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. 
[ Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
 ]
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti
”».
 


C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.




"Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo padrone."


PENSIERO DELLA DOMENICA
a cura di Don Lucio Luzzi


Image

19/11/2017

XXXIII domenica del
Tempo Ordinario


Anno A


"Prendi parte alla
gioia del tuo padrone"


PENSIERO DELLA DOMENICA
+ VIDEO CORRELATO

donlucioluzzi@virgilio.it 



La Liturgia di questa XXXIII domenica del "Tempo ordinario" presenta ancora una parabola di Gesù: quella dei "talenti", per sottolineare l’aspetto della operosità. “ …un uomo partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, ad un altro due, ad un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone...".

Image

TALENTO: il Talento greco d’argento era di uso corrente al tempo di Gesù e costituiva la più alta unità monetaria dell’epoca, corrispondente a circa 25 chilogrammi d’argento ed a 6000 dramme, pari a seimila giornate lavorative. Questi talenti vengono distribuiti dal padrone ai suoi servi, secondo le proprie capacità.
 
Chi ebbe un solo talento aveva minori capacità e si preoccupò solo di non perderlo, non di farlo fruttificare: il suo è un atteggiamento accidioso. “... dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque dicendo:<Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque>.<Bene, servo buono e fedele -gli disse il padrone- sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone…>".

Image
La parabola dei talenti

Si presentò anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: <Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo...>.

Image

Il padrone gli rispose: <Servo malvagio e pigro... avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con gli interessi. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti...>

Utile per la nostra riflessione è considerare l’atteggiamento del servo che simboleggia l’accidia spirituale di chi ovvero si illude di conservarsi in grazia di Dio senza alcuno sforzo per corrispondere agli aiuti della grazia. 

Chi non corrisponde agli impulsi della grazia divina, che sono necessari per vincere le passioni disordinate, si abituerà sempre ad accontentare se stesso, finendo per cadere nel peccato grave e così perdere tutto. 


E Gesù ci ammonisce che anche per ciascuno
di noi verrà il momento della resa dei conti.


Image

I talenti particolari che invece abbiamo ricevuto noi sono: 
INTELLIGENZA: motore che guida tutte le nostre azioni;
VOLONTA’: capacità di percorrere quelle vie dolorose che la vita ci riserva; 
GRAZIA DIVINA: alimento indispensabile per il sostentamento dell’anima; 
LIBERO ARBITRIO: se seguo le vie comode ed allettanti che il mondo mi propone, non produrrò mai frutti per la vita eterna.

Quando mi presenterò davanti al tribunale di Dio,
se cominciassi a fare l’elenco di quante Messe ho celebrato, a quanti rosari ho recitato ecc... mi sentirei chiedere dal Giudice Divino:
"Quali sono le opere buone che hai fatto?
Come hai messo a frutto i doni che ti ho
concesso nella vita terrena?


Image
Beato chi teme il Signore

 Signore, ti prego, fa che io non rimanga ammutolito
perché tu potresti dire anche a me:

”Servo malvagio e pigro…”

Don Lucio Luzzi




Image

Image

Vie dello Spirito is Don Lucio Luzzi

Image




Vie dello Spirito
Portale Cattolico Italiano
presenta
Video correlato
"Servo buono e fedele"
Videoriflessione a cura di Don Lucio Luzzi





VIDEOVANGELO

a cura
di Gesu'di Nazareth-Blog

"Sei stato fedele nel poco,
prendi parte alla gioia del tuo padrone"











domenica 12 novembre 2017

"VEGLIATE:NON SAPETE NE IL GIORNO NE L'ORA!" XXXII^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO (A) LETTURE: Sap 6, 12-16; Sal.62; 1 Ts 4, 13-18; Mt 25, 1-13.


Liturgia di
Domenica 12 NOVEMBRE 2017






XXXII^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
ANNO (A)

  

 
LETTURE:
Sap 6, 12-16; Sal.62; 1 Ts 4, 13-18; Mt 25, 1-13.  
  

ANTIFONA D'INGRESSO

La mia preghiera giunga fino a te;
tendi, o Signore, l’orecchio alla mia preghiera.
(Sal 88,3) 


ATTO PENITENZIALE

All’inizio di questa celebrazione eucaristica, chiediamo la conversione del cuore, fonte di riconciliazione e di comunione con Dio e con i fratelli.

C: Signore, che a Pietro pentito hai offerto il tuo perdono, abbi pietà di noi.A: Signore, pietà.
C: Cristo, che al buon ladrone hai promesso il paradiso, abbi pietà di noi.A: Cristo, pietà.
C: Signore, che accogli ogni uomo che si affida alla tua misericordia, abbi pietà di noi.A: Signore, pietà.

C: Dio Onnipotente abbia misericordia di voi, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna.
A: Amen.






COLLETTA


O Dio, la tua sapienza
va in cerca di quanti ne ascoltano la voce,
rendici degni di partecipare al tuo banchetto
e fa’ che alimentiamo l’olio delle nostre lampade,
perché non si estinguano nell’attesa,
ma quando tu verrai
siamo pronti a correrti incontro,
per entrare con te alla festa nuziale.
Per il nostro Signore Gesù Cristo,
tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
 LITURGIA DELLA PAROLA
 





PRIMA LETTURA


Sap 6,12-16
La sapienza si lascia trovare da quelli che la cercano.
      ‡ Dal libro della Sapienza
La sapienza è splendida e non sfiorisce,
facilmente si lascia vedere da coloro che la amano
e si lascia trovare da quelli che la cercano.
Nel farsi conoscere previene coloro che la desiderano.
Chi si alza di buon mattino per cercarla non si affaticherà,
la troverà seduta alla sua porta.
Riflettere su di lei, infatti, è intelligenza perfetta,
chi veglia a causa sua sarà presto senza affanni;
poiché lei stessa va in cerca di quelli che sono degni di lei,
appare loro benevola per le strade
e in ogni progetto va loro incontro.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

 

 SALMO RESPONSORIALE
Sal 62

RIT: Ha sete di te, Signore, l’anima mia.O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.

Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.

Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.

Quando nel mio letto di te mi ricordo
e penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.



SECONDA LETTURA
 



1Ts 4,13-18
Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti.


‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi 

Non vogliamo, fratelli, lasciarvi nell’ignoranza a proposito di quelli che sono morti, perché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Se infatti crediamo che Gesù è morto e risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti.
Sulla parola del Signore infatti vi diciamo questo: noi, che viviamo e che saremo ancora in vita alla venuta del Signore, non avremo alcuna precedenza su quelli che sono morti. Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, che viviamo e che saremo ancora in vita, verremo rapiti insieme con loro nelle nubi, per andare incontro al Signore in alto, e così per sempre saremo con il Signore.
Confortatevi dunque a vicenda con queste parole.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.


 


ACCLAMAZIONE AL VANGELO
(Mt 24,42.44)
Alleluia, alleluia.
Vegliate e tenetevi pronti,
perché, nell’ora che non immaginate,
viene il Figlio dell’uomo.
Alleluia.



 

PROCLAMAZIONE DEL VANGELO 

 

 

 


 

Dal VANGELO secondo MATTEO


Mt 25,1-13
Ecco lo sposo! Andategli incontro!


 In quel tempo,Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».


C: Parola del Signore
A: Lode a te o Cristo.







«Ecco lo sposo! Andategli incontro!»

PENSIERO DELLA DOMENICA
 A CURA DI DON LUCIO LUZZI

 
Image

12/11/2017

XXXII domenica del
Tempo Ordinario


Anno A

"Vegliate: non sapete nè il
giorno nè l'ora!"




Dice il Cristo: “…vegliate perché non sapete né il giorno né l’ora”. E racconta la parabola delle ragazze stolte e sagge... “Il Regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le lampade ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. A mezzanotte si levò un grido:Ecco lo sposo, andategli incontro! Allora tutte quella vergini si destarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle sagge: dateci del vostro olio. Perché le nostre lampade si spengono".


Image
Le dieci vergini

Ma le sagge risposero: no che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. 
Image

Ora mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze e la porta fu chiusa. 

Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a  dire: Signore, Signore, aprici! Ma egli rispose: in verità vi dico, non vi conosco. 

VEGLIATE DUNQUE, PERCHE’
NON SAPETE NE’ IL GIORNO NE’ L’ORA

Se l’uomo potesse arrivare ad un compromesso con la morte, almeno per i tempi e i modi!

E invece la risposta della morte è: “ Io arrivo quando voglio, come voglio e dove voglio...”.

Per questo il Messia ripeteva alla sua gente“...vegliate e pregate, perché non sapete né il giorno né l’ora…”.

Image

Se sei sincero devi riconoscere che questo pensiero della realtà della morte, ti turba un pò, perché può sconvolgere i tuoi programmi, le tue aspirazioni…

Forse qualche volta quando sei al massimo della esasperazione per un torto o un danno che ha ricevuto, questo pensiero che corri velocissimo verso la fine della tua esistenza, ti può portare a un po’ di equilibrio interiore.

Prova a pensare qualche volta come i nostri antenati che scrivevano sui muri “Sicut concitati equi, fugit irreparabile tempus…" (Il tempo corre velocissimo come i cavalli da corsa…).

Image

Ti accorgerai che non vale la pena vivere una vita da inferno, con risentimento e rancore, anche se tu sei dalla parte della ragione...
Don Lucio Luzzi


 

Video correlato
"Quando bussero'"


"DALL'AURORA AL TRAMONTO"





sabato 14 ottobre 2017

"UN RE,FECE UNA FESTA DI NOZZE PER SUO FIGLIO" XXVIII^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - A LETTURE: Is 25,6-10a; Sal 22; Fil 4,12-14.19-20; Mt 22,1-14

Liturgia della Parola

 Domenica
15 OTTOBRE 

2017





XXVIII^ DOMENICA
DEL TEMPO ORDINARIO - A



  
LETTURE: 


  Is 25,6-10a; Sal 22; Fil 4,12-14.19-20; 
Mt 22,1-14
  

Antifona d'ingresso    Sal 129,3-4
Se consideri le nostre colpe, Signore,
chi potrà resistere?
Ma presso di te è il perdono,
o Dio di Israele.





COLLETTA
O Padre, che inviti il mondo intero alle nozze del tuo Figlio, donaci la sapienza del tuo Spirito, perché possiamo testimoniare qual è la speranza della nostra chiamata, e nessun uomo abbia mai a rifiutare il banchetto della vita eterna o a entrarvi senza l'abito nuziale. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.






LITURGIA DELLA PAROLA




 
 


PRIMA LETTURA

 Is 25,6-10a
Il Signore preparerà un banchetto, e asciugherà le lacrime su ogni volto.
Dal libro del profeta Isaìa

Preparerà il Signore degli eserciti
per tutti i popoli, su questo monte,
un banchetto di grasse vivande,
un banchetto di vini eccellenti,
di cibi succulenti, di vini raffinati.
Egli strapperà su questo monte
il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
e la coltre distesa su tutte le nazioni.
Eliminerà la morte per sempre.
Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto,
l’ignominia del suo popolo
farà scomparire da tutta la terra,
poiché il Signore ha parlato.
E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio;
in lui abbiamo sperato perché ci salvasse.
Questi è il Signore in cui abbiamo sperato;
rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza,
poiché la mano del Signore si poserà su questo monte».

  C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.


SALMO RESPONSORIALE
  
Salmo 22



Abiterò per sempre nella casa del Signore.
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.
 



SECONDA LETTURA   Fil 4,12-14.19-20
Tutto posso in colui che mi dà forza. 
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza. Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni.
Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.
Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.  



ACCLAMAZIONE AL VANGELO


  Cfr Ef 1,17-18

Alleluia, alleluia.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.

Alleluia. 





PROCLAMAZIONE DEL VANGELO







  
VANGELO  
Mt 22,1-14 (Forma breve Mt 22,1-10)

Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.
Dal vangelo secondo Matteo

[ In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. 
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
 
] 
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
 

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.



«un Re,fece 
una festa di nozze per suo figlio»


PENSIERO DELLA DOMENICA

a cura di Don Lucio Luzzi


Image

15/10/2017

XXVIII domenica del
Tempo Ordinario


Anno A


"Un Re fece festa di
nozze per suo figlio"


PENSIERO DELLA DOMENICA
+ VIDEO CORRELATO
donlucioluzzi@virgilio.it 




Al tempo di Gesù non esisteva il viaggio di nozze, ma la festa nuziale si svolgeva per vari giorni con banchetti cori in casa, all'aperto, per molti e vari invitati. "Il Regno dei Cieli è simile ad un Re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma  questi non vollero venire. 

Di nuovo mandò altri servi a dire <Ecco ho preparato il mio pranzo, i miei buoi ed i miei animali sono già macellati e tutto è pronto, venite alle nozze>. Ma costoro non se se curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari,  altri presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il Re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme le loro città. 

Poi disse ai suoi servi <Il banchetto nuziale é pronto, ma gli invitati non ne erano degni, andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete chiamateli alle nozze>. Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala  si riempì di commensali.
Image

Il Re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: <Amico come mai sei entrato qui senza abito nuziale?> Quelli ammutolì! Allora il Re ordinò ai servi <Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridor di denti perché molti sono chiamati, ma pochi eletti>.
Image

Era soltanto il Re che dava il banchetto in un salone dei palazzo e prima di accedere agli invitati veniva fatta indossare una tunica che offriva il Re stesso (in tal modo anche gli straccioni, i diseredati, i poveri, potevano partecipare alla festa senza disagio).

Il grande insegnamento di questa parabola sta
nel valore di questa veste: fare opere buone!


Per poter partecipare un giorno al banchetto del cielo,
il relativo biglietto d'ingresso saranno le opere buone che avrai
compiuto nella tua vita terrena!

Non dovrai tanto rendere conto delle tue miserie, debolezze, sbagli, errori, peccati, ma di quello che avrai fatto di bene a te stesso, alla tua famiglia, ai tuoi amici, ai tuoi colleghi di lavoro ecc... e le occasioni non mancano certamente!

Un giorno Gesù disse 
"Non chi dice Signore, Signore, entrerà nel Regno dei Cieli"


Image
Jesus is Lord


Non basta cioè pregare soltanto e stare a mani giunte...
 Ma chi al termine della vita terrena può dire:
"...qualcosa di buono ho cercato di fare!"


Image



Don Lucio Luzzi

Image

Vie dello Spirito is Don Lucio Luzzi

Image


Vie dello Spirito
Portale Cattolico Italiano
presenta

Video correlato
"Se qualcuno ha dei beni"
Introduzione al canto a cura 

di Don Lucio Luzzi